Perché continuo ad amare
una persona che mi fa soffrire?

Quando una relazione ci fa stare male è naturale chiedersi perché non riusciamo ad allontanarci.
A volte il problema non è quanto amiamo l’altra persona, ma il conflitto che si è creato dentro di noi.

Non è una questione di debolezza

Quando si soffre in una relazione è facile etichettarsi.

“Non sono abbastanza.”

“Sono troppo debole.”

“Non riesco a reagire.”

In realtà ogni storia è diversa.

Ci sono persone che vivono una vera dipendenza affettiva e altre che stanno attraversando un conflitto molto complesso, fatto di amore, paura, bisogni, speranze e ferite.

Prima di dare un nome a ciò che stai vivendo, è importante comprenderlo.

Perché è così difficile andarsene?

Una parte di te sa che quella relazione ti fa soffrire.

Un’altra continua ad amare.

Una vorrebbe proteggerti.

Un’altra ha paura della solitudine.

Una desidera cambiare.

Un’altra teme di perdere qualcosa di importante.

Finché queste parti restano in conflitto, ogni decisione può sembrare impossibile.

Forse non ne puoi più di vivere sempre lo stesso conflitto. Ci sono giorni in cui pensi di aver preso una decisione e altri in cui basta un messaggio, uno sguardo o un ricordo perché tutto torni a vacillare. Ti chiedi come sia possibile continuare ad amare una persona che, allo stesso tempo, ti fa soffrire.

Forse provi senso di colpa e inizi a chiederti se il problema sia dentro di te, se dovresti riuscire a dire basta o se ti manca la forza per cambiare. Può esserci anche vergogna, soprattutto quando chi ti sta vicino non comprende perché continui a restare o perché fai così fatica a chiudere quella relazione.

Può esserci rabbia verso l’altra persona per il dolore che ti ha provocato, ma anche rabbia verso di te, perché non riesci a modificare una situazione che sembra ripetersi sempre nello stesso modo.

E poi c’è la paura: paura della solitudine, di soffrire ancora di più, di pentirti della scelta che farai, di perdere qualcuno che, nonostante tutto, continui ad amare. Oppure la paura di scoprire che, senza quella relazione, non sai più bene chi sei.

In mezzo a tutto questo, una parte di te continua a sperare. Spera che l’altra persona cambi, che qualcosa possa tornare come all’inizio, che il dolore finisca senza dover rinunciare alla relazione.

Se ti riconosci anche solo in alcune di queste emozioni, c’è una cosa importante da sapere: non c’è nulla di sbagliato in quello che provi.

E adesso?

Forse, mentre leggi queste righe, una parte di te si è sentita finalmente compresa. Un’altra, invece, potrebbe continuare a dirti che passerà da solo, che devi solo avere un po’ più di pazienza o che, in fondo, non è poi così grave.

È normale.

Quando si vive un conflitto così profondo, spesso non è la mancanza di una soluzione a far soffrire di più. È il sentirsi soli dentro quello che si sta vivendo.

Non esiste una decisione giusta valida per tutti e non sarà questa pagina a dirti se restare o andartene. Sarebbe una semplificazione che non rispetta la complessità della tua storia.

Quello che può fare la differenza è avere uno spazio in cui poter guardare tutto questo senza sentirti giudicato, senza dover dimostrare nulla e senza ricevere consigli su cosa dovresti fare.

Come possiamo lavorare insieme

Nel mio lavoro non parto dalla domanda:
“Devi lasciare questa relazione?”

Parto da una domanda diversa.
“Che cosa sta succedendo dentro di te?”

Perché, quando inizi a comprendere davvero ciò che stai vivendo, spesso non cambia solo il modo in cui guardi la relazione, cambia il modo in cui guardi te stesso e, da lì, diventa più facile capire quale direzione desideri dare alla tua vita.

Il mio compito non è dirti quale scelta fare.

È accompagnarti perché quella scelta possa nascere da una maggiore consapevolezza di te e non soltanto dalla paura, dal senso di colpa o dalla speranza che qualcosa cambi.

Non so quale sarà la scelta giusta per la tua relazione. Quello che so è che nessuno dovrebbe affrontare un dolore come questo completamente da solo.

Hai riconosciuto qualcosa di te in queste parole?

Se senti il bisogno di comprendere meglio ciò che stai vivendo, possiamo parlarne insieme in uno spazio riservato, senza giudizio e senza la necessità di prendere decisioni immediate.

Compila il modulo qui sotto. Ti ricontatterò personalmente per fissare un primo colloquio o per rispondere alle tue domande.